Appena una flotta aggiunge i suoi primi veicoli elettrici, una domanda emerge: la ricarica vivrà in un silo separato dal carburante? Troppo spesso sì. Si accumulano allora una carta per il diesel, un'applicazione per le colonnine, un terzo strumento per il pedaggio. Il gestore passa il suo tempo a riconciliare estratti che non hanno nulla in comune. La carta carburante e ricarica elettrica risponde a questo problema riunendo le due energie su un solo supporto, consolidate in un back-office unico. Questa guida spiega il roaming, gli operatori di ricarica in Francia e l'interesse di gestire kWh e litri nello stesso posto.
- In Francia, l'interoperabilità delle colonnine pubbliche è obbligatoria dal 2017: una sola carta può aprire l'accesso a più reti tramite il roaming[1].
- La ricarica pubblica costa da due a quattro volte più al kWh della ricarica domestica. Sapere dove ricaricare fa dunque una vera differenza sulla fattura[2].
- Raggruppare carburante e ricarica su una sola carta carburante elimina un silo e dà una visione unificata del costo energetico della flotta.
Perché il silo elettrico è un problema
Su una flotta termica omogenea, la gestione dell'energia è semplice: una carta per veicolo, pieni fatturati in litri, un export contabile. L'elettrico rompe questo schema. Il costo non si misura più in litri ma in chilowattora, la transazione non avviene più alla pompa ma a una colonnina di un operatore terzo, e la fattura arriva separatamente. Senza supporto unificato, ogni ricarica diventa una riga isolata da riconciliare a mano.
La conseguenza si vede in contabilità. Per un ibrido ricaricabile che fa il pieno e ricarica su colonnina la stessa settimana, recuperate due giustificativi in due formati, senza chiave comune per ricollegarli allo stesso conducente. Su trenta veicoli, sono altrettante ore di riconciliazione ogni mese, un costo invisibile che non compare in nessuna griglia tariffaria.
Moltiplicare i supporti per ogni energia. Una carta per il carburante, una per la ricarica, una per il pedaggio: ricreate esattamente la dispersione che volevate eliminare. Puntate su un supporto unico, o al peggio su una piattaforma che consolida i flussi.
Come funziona il roaming: una carta, più reti
La ricarica pubblica francese è frammentata tra decine di operatori di ricarica (CPO): Ionity, Fastned, TotalEnergies, Electra, Allego e le reti locali. Senza un meccanismo comune, servirebbe una carta per operatore. È qui che interviene il roaming: un accordo che permette alla stessa carta di autenticare una sessione su colonnine di operatori diversi. La piattaforma francese GIREVE gioca il ruolo di hub centrale[3].
Questa interoperabilità non è un'opzione commerciale: è obbligatoria in Francia per ogni colonnina pubblica da un decreto del 2017[1]. In pratica, la copertura dipende dagli accordi di roaming negoziati dall'emittente della carta. Da qui l'importanza di scegliere un supporto a rete larga.
Gli operatori di ricarica in Francia
La rete francese ha superato una tappa: l'AVERE-France contava 179 876 punti di ricarica aperti al pubblico al 30 settembre 2025, in aumento del 20% su un anno[4]. Dietro queste colonnine, diversi operatori di mobilità propongono carte o badge che danno accesso, tramite il roaming, a una larga parte di esse. Alcuni attori strutturano il mercato:
| Operatore | Copertura roaming | Modello |
|---|---|---|
| Izivia (gruppo EDF) | Diverse centinaia di migliaia di punti in Europa | Pass dedicato, offerte Pro |
| TotalEnergies | Rete propria + roaming largo | Carta Fleet carburante + ricarica |
| Chargemap | Più di 1 800 reti in Europa | Badge, offerte business |
| NewMotion (Shell) | Rete europea interoperabile | Carta/ricarica integrata Shell |
Con la logica del roaming, un emittente apre l'accesso a più di queste reti in una volta. Per una flotta, ciò che conta non è tanto il nome dell'operatore sulla carta quanto l'estensione degli accordi firmati. Per andare oltre sull'infrastruttura stessa, il nostro confronto delle colonnine di ricarica per aziende dettaglia i criteri tecnici e tariffari, e la guida sui criteri di scelta di una colonnina completa il quadro.
Casa, ufficio, pubblico: il prezzo del kWh cambia tutto
Su una flotta elettrica, il costo dell'energia varia dal semplice al quadruplo secondo il punto dove si collega. A domicilio del collaboratore o su una colonnina privata, il chilowattora segue la tariffa dell'elettricità, dell'ordine di 0,15-0,21 € secondo il contratto e le fasce ridotte[2]. Su una colonnina pubblica standard, la tariffa sale a 0,38-0,60 €/kWh. Sulle colonnine rapide di autostrada, supera spesso 0,60 €/kWh. Il rapporto raggiunge un fattore 2,5-4.
Per un gestore, questo delta cambia la strategia: la ricarica domestica e l'extra su colonnina privata vanno privilegiate, la ricarica rapida d'autostrada tenuta per i lunghi tragitti. A condizione di poter vedere dove ogni kWh è stato acquistato. È l'interesse di un back-office che consolida le sessioni con la loro localizzazione e il loro costo al kWh, un livello di dettaglio che una carta carburante classica, che rimonta solo litri, non fornisce.
Il kWh pubblico costa da due a quattro volte il kWh domestico. Senza visibilità sul luogo di ricarica, una flotta non può né pilotare questa voce né arbitrare tra casa, privato e pubblico. Il back-office fa tutta la differenza.
Gestire kWh e litri nello stesso back-office
L'argomento decisivo per raggruppare le due energie non è la carta stessa, ma ciò che essa rimonta nello strumento di gestione. Quando carburante e ricarica alimentano lo stesso back-office, ottenete per ogni veicolo un costo energetico completo: litri di diesel da una parte, chilowattora dall'altra, ricondotti a un costo al chilometro comparabile. Su una flotta mista, è l'unico modo di confrontare oggettivamente un termico, un ibrido ricaricabile e un 100% elettrico.
Concretamente, una piattaforma di gestione della flotta unificata permette di seguire il consumo per conducente, limitare le spese ed esportare un unico file contabile, invece di destreggiarsi tra gli estratti di un petrolifero e le fatture di un operatore di ricarica. Sulla ricarica, il dettaglio per sessione (operatore, kWh, costo, geolocalizzazione) alimenta anche il reporting mobilità che richiedono le politiche CSR e la direttiva CSRD.
Dal lato conducente, l'esperienza si semplifica. Non più bisogno di alternare tra la carta aziendale, l'applicazione di tale operatore e una carta personale di soccorso: una sola carta apre la rete di stazioni di servizio come le colonnine pubbliche, e il collaboratore non anticipa più spese. Per approfondire la scelta di una carta multi-brand, il nostro confronto delle migliori carte carburante multi-brand dettaglia le reti e i costi.
Il caso della flotta 100% elettrica
Anche senza più alcun termico, l'argomento del supporto unico regge. Una flotta elettrica gestisce anche il pedaggio, il parcheggio, a volte le note spese ristorante o albergo. Tenere una carta dedicata solo alla ricarica è accettare ancora una volta la dispersione: uno strumento per l'energia, un altro per il resto. La carta multi-uso, che prende la ricarica come una funzionalità tra le altre, evita questo silo rinnovato, un guadagno netto per le PMI che non hanno le risorse per integrare più fornitori.
Domande frequenti
Una carta carburante e ricarica elettrica copre davvero tutte le colonnine?
Nessuna carta raggiunge il 100% della rete, ma dal 2017 l'interoperabilità è obbligatoria in Francia: una carta ben collegata al roaming apre l'accesso a una parte larghissima dei 179 876 punti di ricarica aperti al pubblico censiti dall'AVERE-France[4]. Verificate l'estensione degli accordi di roaming dell'emittente anziché il solo nome del marchio.
Qual è la differenza tra una carta carburante classica e una carta ricarica?
La carta carburante classica rimonta solo pieni fatturati in litri. La carta ricarica autentica sessioni fatturate in chilowattora, su colonnine di operatori terzi tramite il roaming. La carta carburante e ricarica elettrica combina le due su un supporto unico, nello stesso back-office.
Quanto costa la ricarica rispetto al carburante?
A domicilio, il kWh viene a costare 0,15-0,21 €, cioè un costo ai 100 km ampiamente inferiore al termico. Su colonnina pubblica rapida, il kWh sale a 0,60 € e più, il che riduce lo scarto. Da qui l'importanza di pilotare il luogo di ricarica[2].
Serve una carta dedicata per la flotta elettrica?
Non necessariamente. Su una flotta mista, una carta che gestisce insieme carburante e ricarica evita il silo elettrico. Su una flotta 100% elettrica, una carta multi-uso (ricarica + pedaggio + note spese) resta più vantaggiosa di uno strumento dedicato solo alla ricarica.
Che cos'è il roaming nella ricarica elettrica?
Il roaming è il meccanismo di interoperabilità che permette a una carta di autenticare una sessione su colonnine appartenenti a operatori diversi. In Francia, la piattaforma GIREVE fa da hub centrale tra operatori di mobilità e operatori d'infrastruttura[3].
Una carta ricarica serve anche per il pedaggio e le note spese?
Dipende dall'emittente. I supporti multi-uso integrano ricarica, pedaggio e a volte note spese. Le carte dedicate alla sola ricarica, no. Per una flotta, raggruppare queste voci riduce il numero di fornitori e alleggerisce la gestione amministrativa.
Articolo di inquadramento · questa guida si inserisce nel nostro white paper sulla mobilità aziendale.
Riferimenti
- Je roule en électrique, L'interoperabilità delle colonnine di ricarica, obbligatoria in Francia da un decreto del 2017 per ogni colonnina pubblica. je-roule-en-electrique.fr. ↩
- Ohm Énergie, Prezzo della ricarica dell'auto elettrica su colonnina pubblica nel 2026 (0,38-0,60 €/kWh pubblica, oltre 0,60 € in rapida, 0,15-0,21 €/kWh a domicilio). ohm-energie.com. ↩
- GIREVE, Piattaforma di roaming per l'interoperabilità delle colonnine di ricarica in Francia. gireve.com. ↩
- AVERE-France, Barometro: 179 876 punti di ricarica aperti al pubblico a fine settembre 2025 (+20 % su un anno). avere-france.org. ↩