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MOBILITÀ & FLOTTA

Colonnina di ricarica aziendale: prezzi e comparativo 2026

Prezzi delle colonnine di ricarica aziendale per potenza (AC/DC), produttori e operatori, credito d'imposta, IVA 5,5% e criteri di scelta: il comparativo 2026.

State elettrificando la flotta o attrezzando il parcheggio di una sede, e la domanda torna sempre: quanto costa, davvero, una colonnina di ricarica aziendale? La risposta dipende quasi solo da un parametro, la potenza, e da un calendario fiscale che si chiude il 1° gennaio 2026. Questa guida dà le fasce di prezzo per tipo di colonnina, il panorama dei produttori e degli operatori, gli incentivi ancora disponibili quest'anno e i criteri di scelta che pesano nella decisione di un CFO o di un responsabile di flotta.


Tre punti da ricordare:
  • Il prezzo esplode con la potenza: da ~3 000 € IVA esclusa per una wallbox AC 7 kW a oltre 75 000 € per un'ultrarapida DC 150 kW.
  • Il credito d'imposta (75% delle spese, 500 €/colonnina) si ferma al 1° gennaio 2026. È il criterio di calendario numero uno.
  • Ricaricare in sede costa da due a tre volte meno che sulla rete pubblica: l'ammortamento si misura in anni, non in mesi.
Costo IVA esclusa di una colonnina per potenza AC 7 kW ~3 000 € AC 22 kW ~4 000 € DC 50 kW 20–40 000 € DC 150 kW 50–100 000 € Fasce di prezzo IVA esclusa, posa compresa, scala logaritmica.
Il salto di prezzo si gioca tra corrente alternata (AC, ricarica lenta in ufficio) e corrente continua (DC, ricarica rapida). Un solo punto DC 150 kW equivale a una ventina di wallbox.

Perché le imprese attrezzano il parcheggio adesso

Tre forze convergono. Prima, la legge francese sulla mobilità (LOM) impone il pre-equipaggiamento elettrico di certi parcheggi aziendali. L'obbligo esiste, non è più un'opzione[1]. Poi, il costo della ricarica: su un'installazione privata il kilowattora costa circa 0,19 €, mentre la rete pubblica si aggira tra 0,35 e 0,60 €/kWh[2]. Su una flotta che gira, il divario si misura in migliaia di euro all'anno, e l'uso di una carta carburante e ricarica Greenway permette di pilotare la ricarica allo stesso modo delle altre spese di mobilità. Infine, l'equipaggiamento del parcheggio alimenta direttamente il reporting CSR e CSRD: ogni kWh «pulito» che sostituisce il carburante fossile è un dato in più nel bilancio carbonio.

Concretamente, una colonnina in sede trasforma una voce di costo volatile (il carburante) in una voce pilotabile e prevedibile. È anche una leva di attrattività per i dipendenti che non compare in nessuna busta paga ma pesa sull'uso reale del veicolo elettrico. Per chi vuole andare oltre sul pilotaggio della flotta una volta elettrificati i veicoli, il nostro confronto sui software di gestione della flotta completa il quadro.

Quanto costa una colonnina di ricarica aziendale

Il prezzo si scompone in due: l'attrezzatura (la colonnina stessa, tra 400 e 1 700 € per una wallbox destinata al grande pubblico, molto di più in ambito professionale) e la posa (700–2 000 € di manodopera, di più se il quadro elettrico o l'allacciamento vanno potenziati). Le fasce qui sotto sono IVA esclusa, installazione compresa, e provengono dai listini pubblicati da produttori e installatori[3][4]:

AC da 7,4 a 22 kW (wallbox): la ricarica «da ufficio», con il veicolo parcheggiato 4–8 ore. Calcolate 2 000–4 000 € IVA esclusa per punto. È la taglia giusta per i veicoli dei collaboratori che passano la giornata in sede. DC 50 kW (rapida): 20–40 k€, per una ricarica in 30–60 minuti; pertinente per una flotta che concatena i tragitti. DC 150 kW (ultrarapida): 50–100 k€, riservata agli usi intensivi o alla ricarica di transito. Oltre alla potenza, il costo cresce anche con il numero di punti (cavi, quadro, mutualizzazione) e con i lavori di sistemazione del piazzale.

Chi vende le colonnine: produttori e operatori

Due famiglie di attori si dividono il mercato. I produttori (Schneider, Legrand, Wallbox…) progettano e vendono la colonnina nuda; la comprate, la fate installare da un elettricista certificato IRVE (la qualifica francese per le installazioni oltre una certa potenza), poi la gestite. Gli operatori di ricarica (CPO, come Zeplug, IZIVIA, TotalEnergies o Driveco) installano e gestiscono il parco per proprio conto: non pagate la colonnina, ma un abbonamento e un prezzo al kWh. È questo «finanziamento tramite terzi» a compensare la fine del credito d'imposta[9].

ProduttoreOrigineGamma / punto di forzaColonnina nuda (IVA escl.)
Schneider ElectricFranciaEVlink: robustezza, reti intelligenti~920–2 800 €
LegrandFranciaGreen'Up: semplicità di posa, dall'AC al DC~1 270 €
WallboxSpagnaPulsar Pro: connettività, gestione via app~950 €
HagerGermaniaWitty XEV: buon rapporto qualità/prezzo~1 050 €
KebaAustriaP30: compatta, fascia alta830–1 200 €
EVBoxPaesi Bassisoluzioni connesse per flotte (Engie)—

Sulla ricarica rapida DC, ABB e Siemens equipaggiano piuttosto le stazioni autostradali, mentre DBT (francese, Hauts-de-France) e Alfen (olandese) puntano sull'ultrarapida. DBT dichiarava quasi il 10% dei punti di ricarica installati in Francia nel 2022[10]. I prezzi qui sopra coprono solo la colonnina nuda: aggiungete la posa (700–2 000 €) e, a volte, il potenziamento del quadro elettrico[11].

Greenway non produce colonnine. È esattamente l'angolo. Qualunque sia il produttore o l'operatore installato nel parcheggio, la carta mobilità Greenway pilota la ricarica come il carburante: kWh per conducente, plafond, rifatturazione, il tutto consolidato (benzina, elettrico, pedaggio, note spese) sul back-office di gestione della flotta. Su un parcheggio attrezzato, la posta in gioco non è la marca della colonnina: è non aprire un silo «elettrico» accanto al silo carburante.

Incentivi e fiscalità: il calendario 2026 che cambia tutto

L'aiuto più noto è il credito d'imposta ricarica: 75% delle spese, limitato a 500 € per colonnina, per le attrezzature pagate nel 2025[5]. Punto di attenzione non da poco: il dispositivo si ferma al 1° gennaio 2026[6]. Per un'azienda che decide nel 2026, la fattura va quindi riconsiderata senza questa detrazione. È un argomento per mettere a budget l'installazione prima della scadenza, o per negoziare un finanziamento tramite terzi (un operatore di ricarica installa e fattura un abbonamento).

A ciò si aggiunge l'IVA ridotta al 5,5% sull'elettricità destinata alla ricarica, un vantaggio durevole che attenua il costo d'uso[7]. Sul versante ammortamento, una colonnina installata in azienda si ripaga tipicamente in una decina d'anni[8]: la spesa iniziale è pesante, ma il costo marginale di un kWh ricaricato resta molto basso. Per articolare questo investimento con gli altri dispositivi di mobilità sostenibile, il forfait mobilités durables (FMD) merita di essere messo a confronto.

Calendario 2026

Il credito d'imposta ricarica (75% delle spese, 500 € per colonnina) si ferma al 1° gennaio 2026. Per un'attrezzatura pagata nel 2025 si applica ancora. Oltre quella data, scegliete tra acquistare (senza detrazione) o affidare l'installazione a un operatore che finanzia la colonnina in cambio di un abbonamento al kWh.

Come scegliere la colonnina: i criteri che contano

La potenza si sceglie secondo il tempo di immobilizzazione: il veicolo resta parcheggiato tutta la giornata? Bastano 7–11 kW. Ritorni da turno con rotazione rapida? La DC rapida diventa pertinente. Poi viene la questione dell'installatore: la regolamentazione IRVE esige un installatore certificato oltre una certa soglia di potenza, e la certificazione condiziona anche l'accesso ad alcuni incentivi. Infine, il pilotaggio (fatturazione per utente, conteggio dei kWh, integrazione con la nota spese o il software contabile) fa spesso la differenza tra una colonnina «installata» e una colonnina sfruttata. È qui che l'investimento assume tutto il suo senso: senza pilotaggio, in elettrico si riproduce la dispersione delle spese che si subisce con il carburante.

Per le flotte che vogliono evitare questo scoglio, una carta carburante multi-brand abbinata alla ricarica permette di raggruppare tutti i flussi di mobilità (benzina, elettrico, pedaggio) su un unico back-office, tramite la piattaforma di gestione della flotta Greenway.

Domande frequenti

Un'azienda è obbligata a installare colonnine di ricarica?

La legge francese sulla mobilità (LOM) impone il pre-equipaggiamento elettrico di certi parcheggi aziendali (edifici nuovi o ristrutturati oltre una soglia di posti). L'obbligo riguarda la preinstallazione; la colonnina stessa può essere posata in seguito, secondo i bisogni reali[1].

Quanto bisogna prevedere per una colonnina in azienda?

Calcolate 2 000–4 000 € IVA esclusa per punto in AC 7–22 kW (ricarica da ufficio), 20–40 k€ per una DC 50 kW rapida e 50–100 k€ per un'ultrarapida 150 kW. La posa rappresenta 700–2 000 €, di più se l'allacciamento elettrico va potenziato[3].

Il credito d'imposta per le colonnine esiste ancora nel 2026?

No: il dispositivo (75% delle spese, limitato a 500 €/colonnina) si ferma al 1° gennaio 2026[6]. Per le attrezzature pagate nel 2025 si applica ancora.

Serve un installatore certificato?

Sì, oltre una soglia di potenza la certificazione IRVE è obbligatoria. Condiziona anche l'accesso ad alcuni incentivi e garantisce la conformità dell'installazione.

In quanto tempo si ammortizza una colonnina?

In uso aziendale, l'ammortamento si colloca intorno ai dieci anni[8]; il divario di prezzo del kWh tra ricarica privata e rete pubblica accelera il ritorno sull'investimento per una flotta che gira.

Articolo di inquadramento: questa guida si inserisce nel nostro white paper sulla mobilità aziendale, che collega carburante, ricarica, pedaggio, flotta e mobilità sostenibile.

Riferimenti

  1. Chargemap Business, Obblighi legali e colonnine di ricarica in azienda (legge LOM). chargemap-business.com. ↩
  2. Les Énergies Renouvelables, Tariffa della ricarica: domicilio (~0,19 €/kWh) vs pubblica (0,35–0,60 €/kWh), 2026. les-energies-renouvelables.eu. ↩
  3. GreenSpot, Costo di installazione di una colonnina in azienda per potenza (AC/DC). greenspot.fr. ↩
  4. Opéra Énergie, Prezzo di installazione di una colonnina di ricarica in azienda (1 000–10 000 €). opera-energie.com. ↩
  5. Dir. générale des Finances publiques, Credito d'imposta ricarica: 75 % delle spese, 500 €/colonnina (pagamento 2025). impots.gouv.fr. ↩
  6. Zeplug / Hellio, Soppressione del credito d'imposta ricarica dal 1º gennaio 2026. zeplug.com. ↩
  7. ADEME, Agevolazioni per l'installazione di una colonnina di ricarica (IVA 5,5 % sull'elettricità di ricarica). ecologie.gouv.fr / ADEME. ↩
  8. Freshmile, Durata di ammortamento di una colonnina di ricarica in azienda (~10 anni). freshmile.com. ↩
  9. Zeplug, Operatore di ricarica (CPO) vs produttore: il modello del finanziamento terzo in azienda. zeplug.com. ↩
  10. Electricien-IRVE, Top 10 dei marchi di colonnine di ricarica (Schneider, Legrand, Wallbox, EVBox… DBT ~10 % dei punti installati in Francia nel 2022). electricien-irve.fr. ↩
  11. CarZid, Comparativa dei fornitori di colonnine di ricarica: prezzi IVA esclusa per modello (Keba 828–1 200 €, Qovoltis 950 €, Legrand Green'Up 1 269 €, Schneider EVlink Smart 2 819 €…). carzid.com. ↩

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